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Galleria Nazionale d’Arte Antica

Tipologia: Arte

Sito web: www.galleriaborghese.it

Indirizzo: Via Barberini 18

Email: info@galleriaborghese.it

Telefono: 064824184

Proprietà Pubblica

Orari: aperto 9.00-19.00 da martedì a domenica, lunedì chiuso

Prezzi: ingresso E.5,00
        
La Sede Il primo progetto di Palazzo Barberini risale all’architetto Carlo Maderno (1556-1629), il quale creò, inglobando il preesistente palazzo Sforza, un tipo di edificio a metà tra il palazzo di rappresentanza e la villa suburbana. Il Bernini, che subentrò nella direzione dei lavori architettonici, non modificò il progetto: aggiunse il salone centrale collegato con la sala ovale retrostante e concepì la facciata verso via delle Quattro Fontane. Ancora al Bernini risale l’idea del grande scalone quadrangolare attraverso il quale si accede al piano nobile. Più tardi, tra il 1675 ed il 1680, per volontà del cardinale Francesco Barberini venne realizzata la rampa di accesso ai giardini sul retro. Nel 1864 venne costruita la cancellata attraverso la quale si accede al Palazzo da via delle Quattro Fontane, opera dell’architetto Francesco Azzurri. La Pinacoteca La Galleria raccoglie numerose opere a partire dal XII fino al XVII secolo. Tra le opere più antiche una tavola con la Vergine Avvocata (XII sec.), proveniente dalla chiesa romana di Santa Maria in Campo Marzio, un Crocefisso di scuola toscana attribuito al Maestro del Bigallo (XIII sec.) e una Croce firmata dai pittori spoletini Simone e Machilone (prima metà XIII secolo). Tra le opere più importanti, l’Incoronazione della Vergine di Niccolò di Pietro (fine XIV sec.), la Madonna col Bambino di Filippo Lippi (importante opera datata 1437), la Maddalena di Piero di Cosimo ( XVI sec.), la Madonna in trono col Bambino e i Santi Pietro e Michele (1471) di Lorenzo da Viterbo, il San Nicola da Tolentino di Pietro Perugino. Per quanto riguarda il Cinquecento, da segnalare la Sacra Famiglia di Andrea del Sarto (1528-29), la Madonna col Bambino e San Giovannino del Beccafumi, il Ratto delle Sabine e lo Sposalizio Mistico di Santa Caterina del Sodoma, la famosa Fornarina di Raffaello, Il Cristo e l’Adultera, opera giovanile del Tintoretto. Importanti opere del Seicento sono quelle di Caravaggio (Giuditta che taglia la testa ad Oloferne, Narciso), di Orazio Gentileschi, Bartolomeo Manfredi, Orazio Borgianni. Ampio spazio è dedicato alla pittura napoletana del Seicento, con opere di Battistello Caracciolo, Massimo Stanzione, Aniello Falcone, Luca Giordano, Salvator Rosa. Sempre per quanto riguarda il XVII secolo sono da segnalare le tele di Guido Reni e del Guecino (tra le quali Et in Arcadia Ego). Nella Galleria sono ospitate anche importanti opere di scuole non italiane dal XV al XVI sec., tra le quali il Ritratto di Enrico VIII di Hans Holbein (1540) e quello di Erasmo da Rotterdam di Quentin Metsys (1517). Il Salone di Pietro da Cortona Nel piano nobile del Palazzo Pietro da Cortona affrescò tra il 1632 ed il 1639 la Gloria della famiglia Barberini. Il programma iconografico venne elaborato dal poeta Francesco Bracciolini e raffigura il Trionfo della Divina Provvidenza che, circondata da allegorie, trionfa sul Tempo e ordina all’Immortalità di incoronare lo stemma dei Barberini, con le tre api. Il nuovo restauro di Palazzo Barberini L’apertura del nuovo ingresso di via Barberini, ripristina l’antico accesso dallo storico cortile della “Cavallerizza”, dove si affaccia il grande “Entrone” da cui parte la prima rampa della scala quadrangolare progettata dal Bernini, ora restaurata. La splendida facciata berniniana ha ritrovato il suo antico splendore, con i celebri finestroni prospettici, l’antica lavorazione a gradina e la luminosità degli stucchi originali. Anche la scala elicoidale del Borromini ha riacquistato lo spazio e la luce originari, esaltati dal bianco del travertino. All’interno del Palazzo si potranno ammirare lo splendido appartamento di Cornelia Costanza Barberini, decorato nella metà del XVIII secolo, con sete dipinte e arredato con mobili originali e la “Libraria Grande” del cardinale Francesco Barberini con la grande sala con volta a botte lunettata, restituita alla sua originale spazialità, dove saranno esposti i grandi cartoni realizzati da Pietro da Cortona con “Storie di Costantino”. Un grande ritorno è rappresentato dal dipinto di Jacopo Zucchi “Betsabea al bagno”, realizzato intorno alla seconda metà del XVI secolo e considerato un capolavoro del periodo romano del pittore fiorentino, tra i protagonisti del tardo manierismo.

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